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Principali campi di applicazione della Tricopigmentazione®

L'impiego del tatuaggio estetico nei problemi legati alla calvizie è ampio ed a volte provvidenziale.
Di seguito sono elencati i principali casi in cui questo trattamento può dare notevoli miglioramenti estetici:



    Il risultato ottenuto con la Tricopigmentazione®

    Guarda galleria fotografica esempi di lavori di tricopigmentazione®

    tricopigmentazione

    Una delle tecniche fondamentali di questa disciplina è denominata "Bounce ® ". Non è altro che una implementazione delle vecchie tecniche già presenti per questo scopo. La manualità, ed i parametri di lavoro sono stati, presi, rivisti e perfezionati per dar vita ad un vero e proprio protocollo operativo denominato appunto "Bounce ®" (rimbalzo). Questo sviluppo ha originato un sistema di lavoro in grado di produrre un effetto rasato, realistico e con minor possibilità di viraggi e migrazioni di colore. Questi inconvenienti infatti, sono comuni ai vecchi metodi di lavoro in cui non si tenevano in considerazione alcuni importantissimi fattori che potevano compromettere il risultato finale. In figura 7, 8 e 9 sono mostrati gli inconvenienti che i tatuaggi del cuoio capelluto potevano dare in passato.

    Una dermopigmentazione del cuoio capelluto realistica e naturale, si dovrebbe presentare con dei microdepositi puntiformi di pigmento castano/grigiastro, posizionati nel derma superficiale ad una opportuna distanza l'uno dall'altro. Questo genererà un effetto di capello rasato o uno scurimento delle zone diradate, a seconda dell'applicazione delle tecniche impiegate.



    Durata di una Tricopigmentazione®

    Primo caso: effettuazione del tatuaggio con pigmenti bioriassorbibili

    Quando la dermopigmentazione viene eseguita con pigmenti bioriassorbibili, (impropriamente detti "semipermanenti"), è denominata "Tricopigmentazione bioriassorbibile", ed in questo caso può durare da 4/6 mesi, fino a 14/16 mesi. Il lasso di tempo entro cui il lavoro potrebbe rimanere visibile è molto ampio, e non si può in nessun modo stabilire in anticipo quando scomparirà del tutto. Anche se normalmente la dermopigmentazione eseguita con questi pigmenti con il tempo è destinata ad andare via del tutto, è però importante ricordare che raramente, o in caso di dermopigmentazione effettuata scorrettamente, la zona trattata potrebbe conservare un leggero alone. I fattori che possono accelerare la scomparsa del pigmento nel derma sono molti, tra questi i più importanti sono:

    • Il potere di fagocitosi nell'individuo
    • L'età dell'individuo (fattore complementare al precedente)
    • Il potere di cicatrizzazione post-trattamento dell'individuo
    • Conformazione anatomica della cute dell'individuo
    • Il tipo di pigmento spinto nel derma
    • La tecnica manuale impiegata per la dermopigmentazione
    • Tempi di esposizione al sole o a lampade abbronzanti
    • Assunzione di farmaci tipo anticoagulanti e cortisonici

    In virtù di quanto esposto quindi, si può affermare che la durata di una Tricopigmentazione è fortemente soggettiva. Di solito si ottiene un buon lavoro di copertura con almeno due sedute, anche se in rari casi è possibile avere un effetto soddisfacente con un'unica seduta tatuatoria. La prima seduta può avere un tempo di esecuzione variabile in base al lavoro da svolgere: mediamente và dalle 2 alle 8 ore di lavoro. L'eventuale seconda seduta di rinforzo, va fatta non prima di 40/60 giorni dalla prima. Se dovesse presentarsi la necessità di eseguire altre sedute oltre la seconda, è bene aspettare sempre circa 50 giorni dall'ultimo trattamento.Una volta raggiunta l'omogeneità di tutta la zona sottoposta al trattamento, il lavoro si conserverà dignitosamente per circa 8/10 mesi (dati statistici). In realtà il pigmento impiegherà almeno il doppio di questo tempo per scomparire totalmente. Benché l'impiego di preparati coloranti bioriassorbibili, possa sembrare relativamente effimero, ed eccessivamente difficile da mantenere, è invece sicuramente la scelta più prudente e razionale che può essere presa. La possibilità di rivalutare le proprie scelte "annualmente", rende questa soluzione ideale per tutti coloro che non vogliono rischiare ripensamenti. Ma non solo, in soggetti predisposti ad incanutimento (capelli bianchi), la soluzione temporanea e certamente quella più adatta. L'approccio al tatuaggio estetico del cuoio capelluto andrebbe sempre fatto attraverso questo tipo di opzione, soprattutto per valutare l'effettiva resa estetica e l'impatto grafico, che la micropigmentazione della cute offre.


    Secondo caso: effettuazione del tatuaggio con pigmenti definitivi (molto rischiosa, da effettuare solo in rari casi)

    In alcuni particolari e rarissimi casi, è possibile eseguire il lavoro con preparati coloranti definitivi. Questa scelta deve essere valutata molto attentamente insieme al dermopigmentista. Attira la maggior parte delle persone interessate alla Tricopigmentazione, prospettando un'ambitissima conclusione di tutti i problemi legati ai capelli, ma in realtà non è così.C'è da dire che in natura nulla rimane inalterato nel tempo, inclusi gli ossidi di ferro impiegati per la creazione dei pigmenti. In altre parole, non esiste la sicurezza che un lavoro eseguito con preparati coloranti definitivi rimanga inalterato nella vita. Può succedere che determinate tonalità castane, mutando, possano virare verso altri colori. Anche se questo inconveniente può essere relativamente controllato con un opportuno bilanciamento delle componenti cromatiche dei castani, rimane comunque un notevole collo di bottiglia per la dermopigmentazione in genere oltre che una scelta molto rischiosa. Tra i fattori che contribuiscono o, in qualche modo, interferiscono con il fenomeno del viraggio dei castani impiegati nel tauaggio ci sono:

    • Esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti: sole o lampade abbronzanti
    • Forti sbalzi di temperatura
    • Alcalinità dei liquidi extracellulari presenti nel derma
    • Purezza delle materie prime impiegate nei preparati coloranti impiegati (ossidi di ferro)
    • Malattie autoimmuni dell'individuo sottoposto

    Nel caso in cui dovesse presentarsi negli anni un importante viraggio, che pregiudichi pesantemente la naturalezza e la credibilità del lavoro, è possibile intervenire nei seguenti modi:

    • Rimozione con laserterapia
    • Ritrattando nuovamente la zona precedentemente trattata, con una nuova miscela di pigmenti. Infatti, introducendo ad arte una componente "antidoto", è possibile ripristinare il colore castano iniziale. (Questo metodo di ripristino del colore è certamente il più difficile e complesso, e non dà garanzie sull'effettivo successo)

    Inoltre rimane sempre il problema dell'incanutimento, che in questo tipo di scelta potrebbe creare un importante fattore da valutare, ed eventualmente controllare in tre modi:

    1. Tingere continuamente i capelli bianchi per evitare lo stacco con il tatuaggio
    2. Rasare a zero i capelli bianchi ed estendere la pigmentazione sfumando sulle zone circostanti o su tutto il cranio
    3. Rimuovere il pigmento introdotto nel derma in precedenza attraverso laserterapia

    Per quanto riguarda la strategia di copertura con pigmento definitivo, si utilizzerà la stessa impiegata con i pigmenti bioriassorbibili, ossia: prima seduta da circa 2 – 8 ore (dipende dal tipo di lavoro da effettuare: copertura scar, alopecia areata o rinfoltimento cute), ed infine eventuale rinforzo dopo 40/60 giorni. Una volta coperta omogeneamente la zona trattata, il pigmento rimarrà nel derma per sempre. Oggi non è possibile affermare che tale preparato colorante, rimarrà invariato nel tempo.

    A fronte di questi rischi è giusto dire che un buon numero di persone sono già passate al definitivo senza avere problemi, ma la mancanza di un vero e proprio "follow-up" in tal senso, rende questo dato non sufficientemente affidabile.



    Considerazioni generiche sulle possibilità di rinforzi (valide in ambedue i casi)

    Il rinforzo svolto dopo circa 2 mesi può non essere sufficiente per arrivare ad una omogeneità della zona trattata. La probabilità di attecchimento del colore, dipende da innumerevoli fattori, non ultimo la soggettività dell'individuo. Per esempio basti pensare alla diversa conformazione del derma in un tessuto sano ed in uno sclerotizzato (tipo quello presente nelle cicatrici da autotrapianto). E' ovvio che su cute sana, la cicatrizzazione sarà migliore, con conseguente aumento delle probabilità di conservazione del colore immesso. I tessuti cicatriziali invece, si colorano più a fatica! Per concludere, è opportuno considerare in ogni caso, l'eventualità di dover eseguire anche più di un rinforzo. Tali rinforzi non vanno assolutamente eseguiti prima di un mese e mezzo l'uno dall'altro!



    Possibilità di eseguire una prova colore pre-trattamento

    Anche se il livello tecnico e qualitativo raggiunto dai prodotti utilizzati nella Tricopigmentazione può essere considerato molto alto, e nonostante oggi siano rarissime delle reazioni allergiche in seguito ad un lavoro di Tricopigmentazione, c'è da dire che le linee-guida ministeriali impongono di comunicare a chi si sottopone ad una qualsiasi seduta tatuatoria, la possibilità di tali fenomeni allergologici. Benché molti operatori consiglino prove colore pre-trattamento per minimizzare i rischi di allergie al pigmento, bisogna tener presente che l'unica figura professionale idonea ad esprimere un' opinione circa il rischio di allergia di una sostanza spinta all'interno di un organismo, è l'allergologo. Solo attraverso analisi approfondite, presso un centro di allergologia, è possibile realmente minimizzare i rischi già infinitesimali. Leggasi infinitesimali, ossia tendenti allo zero. Una Tricopigmentazione andrebbe fatta in condizioni di sicurezza ma soprattutto da un professionista specializzato e riconosciuto. Ciò renderà queste reazioni ancora meno probabili. In sostanza essere o diventare allergici al pigmento è sempre possibile ma veramente poco probabile. In realtà questa prova andrebbe fatta dall'operatore solo per valutare l'eventuale viraggio del pigmento sottocute. La valutazione di reazioni allergiche dovrebbe essere ottenuta solo di seconda intenzione, perché spettante ad altra struttura. In relazione al viraggio, gli operatori più esperti di solito saltano questa procedura. Se il cliente vuole nonostante tutto eseguire tale procedura è bene sapere che:

    • La prova va eseguita almeno 40 giorni prima della seduta di Tricopigmentazione
    • La prova ha un costo per il cliente
    • L'intenzione di svolgere la prova colore va comunicata preventivamente al centro di tricopigmentazione, con relativa prenotazione.


    Situazione post-trattamento

    Le domande più ricorrenti sul post-trattamento sono sempre relative ai periodi di recupero: "Potrò tornare a lavoro il giorno dopo?" oppure "quanto tempo rimarrà il rossore?", o "dopo, potrò guidare la macchina?". In realtà il trattamento o molto meno invasivo e doloroso di quello che si può pensare. Il 90 % dei lavori di Tricopigmentazione si svolgono in giornata, solo casi di alopecia universale necessitano una megasessione di due giorni. Appena effettuato il lavoro, la zona appare subito rossa, a causa dell'infiammazione del tessuto trattato. Tale rossore impiegherà al massimo 48 ore per regredire, ma nella maggior parte dei casi bastano 24 ore. Ovviamente per accelerare questa decongestione è opportuno applicare pomate lenitive specifiche, consigliate dall'operatore. Una volta svanito il rossore il lavoro apparirà molto nitido, meno coprente di quanto il ricevente si aspetta, ed il singolo "puntino" si presenterà, oltre che molto definito nei bordi, lievemente più scuro di quanto sarà in futuro. Questa prima situazione è temporanea. Si identifica in corrispondenza del primo periodo di cicatrizzazione della pelle. Prima che la pelle cicatrizzi completamente, ogni singolo"puntino" subirà uno schiarimento (a volte molto visibile) ed infine un ultimo leggerissimo scurimento. Finito questo periodo di guarigione, legato essenzialmente alla riparazione tissutale, può iniziare il secondo periodo di assestamento del pigmento nel derma.



    Differenze tra il periodo di assestamento e cicatrizzazione

    Anche se la zona trattata, sembrerà totalmente guarita dopo circa una settimana, in realtà la riparazione dei tessuti è ancora in atto. Una completa riparazione del tessuto trattato con Tricopigmentazione può arrivare fino a un mese, concludendosi con la fase di riepitelizzazione e conseguente ingrigimento del colore utilizzato.

    Finita la fase di cicatrizzazione, i micro-depositi di pigmento puntiformi, subiranno un assestamento allargando i propri bordi (il singolo rimbalzo si sfocherà perdendo di definizione), e quindi aumentando il loro diametro, con conseguente aumento della copertura totale della zona trattata. Questa seconda fase, detta assestamento, può durare fino a due mesi. Ecco il motivo per cui si preferisce andare a rinforzare dopo circa 40/60 giorni. Se questo periodo non viene rispettato (anticipando la data del rinforzo), si rischia di andare a sovra-scurire una zona che probabilmente scurirà autonomamente, generando una macchia di colore scuro poco naturale. Sostanzialmente, il risultato della prima seduta tatuatoria, va valutato dopo circa 2 mesi e non prima. Non bisogna badare alle trasformazioni iniziali che la totalità del lavoro subisce, la fretta di raggiungere subito il risultato finale, in questo ambito, potrebbe essere molto ma molto dannosa!



    Interazioni con protesi o prodotti cosmetici coprenti

    Per quanto riguarda i portatori di protesi, il consiglio è quello di prendere almeno 2 giorni di ferie dal lavoro. Così facendo si può valutare il lavoro senza il rossore iniziale e decidere se rasare il resto dei capelli (la corona temporo-nucale) ed uscire dal tunnel della protesi da subito, oppure aspettare che il lavoro maturi completamente rimandando la rasatura totale dopo circa 2 mesi. In questo ultimo caso è consigliato applicare la protesi meno possibile nei mesi necessari all'assestamento del lavoro, e limitare i collanti sulle zone trattate. Il tatuaggio ha bisogno di ossigeno per completare correttamente la guarigione. Inoltre bisogna prestare molta attenzione alla pulizia della protesi soprattutto nei primi 7/10 giorni. Comunque già dal terzo giorno è possibile riutilizzare la protesi, possibilmente limitando al massimo i tempi di copertura della cute rimuovendola ogni qual volta sia possibile. E' buona norma però, rasare la corona dopo la seconda seduta, quando si ha una maggior probabilità di aver raggiunto un risultato ottimale. Se si usa colorare la cute con sostanze cosmetiche, è opportuno sospendere per i primi 3 o 4 giorni, prima di riutilizzare tali prodotti. Limitare molto le applicazioni nei primi dieci giorni.



    Consiglio valido in tutti i casi:

    Terminata la prima cicatrizzazione, si consiglia di utilizzare prodotti coloranti per la cute (Es.Toppik, Dermatch, ecc..) , nel caso in cui il risultato della tricopigmentazione della prima seduta non dovesse essere omogeneo. Ovviamente questa operazione dovrà essere fatta solo fino a quando essa non avrà raggiunto il risultato ideale con le sedute successive. Quando il tatuaggio si sarà assestato, il prodotto non avrà più ragione di essere applicato. Per concludere questo paragrafo è giusto evidenziare che:

    • L'effettuazione del tatuaggio estetico su una cute sana e ricca di capelli, non ha nessun effetto negativo sulla normale crescita del capello stesso, in altre parole il tatuaggio (se correttamente effettuato), non danneggia i capelli esistenti
    • Tatuare una zona diventata glabra non interferisce minimamente e non pregiudica la possibilità di un futuro intervento di autotrapianto
    • Non interferisce con trattamenti farmacologici locali, tipo MINOXIDIL. Nonostante ciò è bene sospendere le applicazioni topiche nei giorni appena successivi al trattamento


    Preparazione alla Tricopigmentazione

    Nei rinfoltimenti del cuoio capelluto è consigliato sottoporsi possibilmente rasati a zero (rasoio), o con lunghezza di max. 2 millimetri (rasato con macchinetta elettrica). Questo aiuterà l'operatore nell'esecuzione del lavoro e renderà il risultato finale molto più realistico. Inoltre se si utilizzano cosmetici per la colorazione della cute, presentarsi truccati alla perfezione. Questo darà delle precise indicazioni all'operatore riguardanti l'attaccatura (hairline) e la tonalità di colore che si è abituati ad "indossare".

    Nelle coperture delle cicatrici, il consiglio è quello di presentarsi a cicatrizzazione totalmente conclusa e nei casi in cui questa sia avvenuta con successo. Quindi è necessario che la cicatrice non sia ancora vascolarizzata, si presenti relativamente piatta ed abbia raggiunto un colore perlaceo. Rimane necessario consultarsi con il proprio chirurgo, per stabilire i tempi minimi post-autotrapianto, dopo i quali poter procedere con la copertura. Anche in questo caso è bene presentarsi con i capelli già rasati, anche se bisogna prepararsi al periodo post prima seduta, in cui la cicatrice purtroppo rimarrà ancora abbastanza visibile. Nella seconda seduta la cicatrice potrebbe cominciare ad avere una buona copertura. A volte è possibile dover eseguire anche una terza seduta. (il numero delle sedute in questo caso è molto legato alla qualità del derma cicatriziale). Solo i portatori di protesi potrebbero presentarsi alla prima seduta ancora con la corona non rasata. Ma anche questa scelta è facoltativa. In tutti gli altri casi è opportuno presentarsi con la lunghezza dei capelli che si intende mantenere dopo il trattamento, o che si è abituati a portare tutti i giorni. Per tutti i trattamenti è consigliato portare a seguito, un copricapo appena lavato. Tipo berretto in cotone con visiera o bandana. Si consiglia di non assumere, per almeno una settimana prima del trattamento, delle sostanze fluidificanti del sangue, o farmaci anticoagulanti. A questo proposito consultarsi con il proprio medico. Evitare di sottoporsi al sole nei giorni precedenti al tatuaggio (almeno una settimana), al fine di evitare eritemi che renderebbero impossibile l'effettuazione del lavoro, nonché l'attecchimento del pigmento nel derma.



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